Eudaimon (tra le fondatrici di Aiwa - Associazione italiana welfare aziendale- leader nei servizi per il welfare aziendale – propone alle aziende Altuofianco come servizio di supporto ai lavoratori nella gestione delle situazioni di fragilità familiari (necessità socio-assistenziali personali e dei famigliari, bisogni educativi dei propri fgli, disorientamento nella gestione di situazioni legate al quotidiano).

Personalizzazione, territorialità e affiancamento continuo
Altuofianco aiuta ad accompagnare il lavoratore nell’incrociare i propri bisogni con le risorse e le proposte del territorio orientando alla rete di servizi (pubblici e privati) e alle risorse economiche disponibili sul territorio. 
Altuofianco valorizza il capitale di esperienze maturato da imprese sociali che, da decenni, sono quotidianamente impegnate nella costruzione dei servizi socio-assistenziali ed educativi del territorio.

Come funziona Altuofianco
Dopo un primo contatto, un tutor – il care manager - incontrerà la persona interessata al servizio, analizzerà le caratteristiche del bisogno espresso e co-progetterà con la famiglia un servizio su misura. Attraverso contatti periodici, accompagnerà inoltre il cliente e la sua famiglia lungo tutto il percorso di cura, anche dopo l’attivazione del servizio. 
Il care manager non è un consulente, ma è una figura con un proflo professionale e competenze nella gestione di servizi socio-assistenziali acquisite negli
anni sul territorio di riferimento.
Gli ambiti d’intervento del servizio vanno dalla richiesta di informazioni riguardo a specifici interventi assistenziali, fno alla ricerca di agevolazioni economiche e sussidi; ricerca di babysitter e servizi di cura per i più piccoli; assistenza specializzata – medica, infermieristica, fisioterapica, logopedica, riabilitativa – per anziani o disabili; consulti psicologici ed educativi. 
L’offerta si declina in maniera specifica, in raccordo con le risorse, anche gratuite, presenti nel territorio.

Dialogo con il terzo settore
«Il servizio» spiega Alberto Perfumo - amministratore delegato di Eudaimon «è sviluppato attraverso la partnership con ReteComeTe, diffusa su tutto il
territorio direttamente o grazie a percorsi di collaborazione con altri consorzi e reti di cooperative sociali.
In questo modo, Eudaimon propone un modello di welfare aziendale basato su una logica di “restituzione al territorio”, che genera un circolo virtuoso per le risorse e gli attori che entrano nel sistema di welfare stesso».


Alessandro Micich, direttore di ReteComeTe

«La cooperazione sociale – conferma il direttore di ReteComeTe Alessandro Micich – si candida ad anello di congiunzione tra il welfare territoriale, espressione dei servizi pubblici locali in cui opera in regime di convenzione o accreditamento, e la ricerca di soluzioni professionali e qualifcate nell’ambito del mercato privato mediante il sostegno ed il contributo delle imprese. Il punto d’approdo è la ricomposizione delle risorse complessive a disposizione dei sistemi territoriali nella logica del principio di sussidiarietà».


La risposta che i lavoratori cercano 
Il 53,8% dei lavoratori vorrebbe avere tutele per la salute e per la vecchiaia, intesa sia come previdenza che come non autosuffcienza. È quanto emerge dal 1° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale pubblicato a gennaio 2018. Inoltre, tra i Millenials (18-34 anni) spicca l’interesse per servizi dedicati ai fgli e alla loro cura, a cuore al 28,7%.
La crisi di bilancio pubblico che ha investito il nostro Paese a seguito della più generale crisi del 2008 ha eroso anche il sistema di welfare, facendo emergere la crescente asimmetria tra i bisogni sociali e la matrice dei servizi che lascia senza copertura molte persone in difficoltà e la conseguente sovraesposizione economica delle famiglie chiamate a integrare i vuoti assistenziali.
Non a caso, in un anno i cittadini hanno speso di tasca propria per l’acquisto di servizi e interventi di welfare oltre settanta miliardi di euro, dalla sanità all’assistenza sociale all’istruzione dei figli. Non sorprende quindi che per il 74,8% dei lavoratori italiani il welfare pesi in modo consistente sul bilancio della propria famiglia, sino a diventare in alcuni casi una minaccia per la sostenibilità economica della famiglia stessa.

Anche La Valdocco è Altuofianco
Ad assicurare la qualità delle prestazioni socio-assistenziali, sanitarie ed educative e la capillarità della presenza dei servizi Altuofianco nel territorio del Piemonte è il Consorzio La Valdocco, della rete ComeTe. 

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